Castiglioncello anni '60: quando Sordi, Mastroianni e il Ciucheba crearono la Dolce Vita toscana

Spiaggia del Quercetano a Castiglioncello, luce dorata sulla costa toscana

Foto: Sailko, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Cornice narrativa

La sera scende lenta su Castiglioncello.
Il viaggiatore, di passaggio, si ferma in un bar vicino alla pineta.
Sulla parete, una fotografia in bianco e nero: un gruppo di attori, un sorriso di Marcello Mastroianni, un’ombra che potrebbe essere Alberto Sordi.
Un’immagine sbiadita che sembra aprire una porta.
E da quella porta, Castiglioncello torna a raccontare la sua seconda vita: quella del cinema, dei divi, delle notti che non si ripetono più.

È il secondo capitolo di un racconto già iniziato: Castiglioncello dagli Etruschi ai Macchiaioli, dal barone del guano al Castello Pasquini, quando il viaggiatore aveva incontrato per la prima volta quel promontorio tra mare e pineta.

Il municipio e il borgo antico sono in collina: Rosignano Marittimo, il borgo medievale che Google non vede — la storia che i motori di ricerca confondono col mare.

1. Il salotto estivo del cinema italiano

Tra la metà degli anni ’50 e quella degli anni ’60, Castiglioncello divenne un salotto informale del cinema italiano.
Non un festival, non un evento organizzato: una concentrazione spontanea di attori, registi, sceneggiatori che qui trovavano quiete, discrezione, luce buona per scrivere.

Era l’epoca d’oro di Cinecittà, il boom economico, le estati che sembravano infinite.

Ennio Flaiano passava spesso.
Luchino Visconti e Vasco Pratolini lavorarono qui alla sceneggiatura di Rocco e i suoi fratelli, nell’estate del 1959.
Poi arrivarono, in ordine sparso, Marcello Mastroianni, Bice Valori, Franco Zeffirelli (prima di trasferirsi a Positano).
Castiglioncello era un rifugio: un luogo dove il cinema si toglieva il trucco e diventava vita quotidiana.

2. Alberto Sordi e Villa Celestina

Alla fine degli anni ’50 Alberto Sordi acquistò una villa nella zona di Portovecchio: Villa Celestina, già appartenuta al pittore Vittorio Corcos.
Vi trascorse molte estati tra il 1959 e il 1964.

Sordi lavorava sempre: arrivava solo a Ferragosto per pochi giorni, oppure d’inverno, quando si ritirava a scrivere copioni con Sergio Amidei.
La villa divenne un punto di ritrovo discreto per amici e colleghi.

Mario Monicelli era spesso ospite da Suso Cecchi d’Amico.
Un aneddoto: al mercatino americano di Livorno, un’anziana signora lesse le carte a Monicelli e gli predisse «la più grande soddisfazione della sua carriera entro un anno».
E così fu.

3. Villa Celestina: storia di un edificio

Villa Celestina sorse negli anni ’30 su un precedente edificio del 1915, che era stato sede di un circolo Kursaal.
Nel 1930 la proprietà passò ad Attilio Teruzzi, gerarca fascista e Capo di Stato Maggiore della Milizia.

Teruzzi affidò il rifacimento all’architetto romano Vittorio Cafiero: lavori ultimati nel 1932.
Il nome «Celestina» era un omaggio alla madre.

Fino al 1943 la villa ospitò feste e ricevimenti.
Dopo la guerra, con l’arresto di Teruzzi, cambiò proprietà più volte, fino ad arrivare a Sordi.

Architettura razionalista:

  • linee pulite
  • calcestruzzo armato
  • porticati architravati
  • grandi vetrate
  • nessuna decorazione superflua

Una villa che non cercava di piacere: cercava di durare.

4. «Il Sorpasso» e la spiaggia scomparsa

Nel 1962 Dino Risi girò qui alcune scene de Il Sorpasso, con Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant.
La celebre scena della spiaggia dove i protagonisti si risvegliano dopo la notte fu girata a Castiglioncello.

Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant in Il Sorpasso, film girato anche a Castiglioncello

Immagine: screenshot da Il Sorpasso (1962), Dino Risi — Wikimedia Commons

Quella spiaggia non esiste più.
I lavori del porticciolo e il gioco delle correnti l’hanno cancellata.
Al suo posto, oggi, ci sono terrazze in riva al mare, al Bagno Ausonia.

Il lungomare porta il nome di Alberto Sordi: un omaggio discreto a un uomo che qui trovò una seconda casa.

5. Il Ciucheba: il mito della notte

Il Ciucheba nacque dal nome dei tre soci fondatori: Ciuti, Cherici, Bartalesi.
Nel 1971-72 fu rilevato da Mauro Donati, giovane artista formatosi all’Istituto d’Arte di Firenze, che aveva vissuto a Parigi.
Donati trasformò il locale nel suo sogno: un cabaret-piano bar che non esisteva da nessun’altra parte.

Per decenni fu un punto di riferimento nazionale per spettacolo e musica.
Sul suo palco passarono:

  • Roberto Benigni
  • Beppe Grillo
  • Massimo Boldi
  • Teo Teocoli
  • Renato Zero
  • Franco Califano
  • Paolo Conte
  • Lucio Dalla
  • Jerry Calà
  • Mara Venier
  • una giovanissima Gianna Nannini

Diego Abatantuono, amico personale di Donati, fu tra i frequentatori più assidui fin dagli anni ’80.

Il Ciucheba chiuse nel 2003.
Rimase in stato di abbandono per oltre vent’anni.
È stato demolito nell’aprile 2024, sostituito da appartamenti vacanze.
Mauro Donati è scomparso di recente.

Oggi, dove sorgeva quel tempio della notte, restano appartamenti e silenzio.
Nessuna targa ricorda Mauro Donati, nessun segno racconta ai passanti cosa è stato quel luogo per un’intera generazione.

Chiusura

Il viaggiatore si allontana.
Castiglioncello resta alle sue spalle come una sovrapposizione di epoche: pittori, baroni, divi del cinema, un uomo che sapeva far ballare un’intera costa.
Storie diverse, stesso destino: restare, anche quando i luoghi fisici scompaiono.

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